Materiale viscoso, di
aspetto
simile alla resina vegetale, capace di indurirsi a freddo o a caldo.
Si tratta in genere di un'ampia classe di differenti e complessi
polimeri, che si possono ottenere con una grande varietà di
metodi e materie prime. Una resina sintetica non viene in
genere commercializzata come tale, ma ne vengono venduti i suoi
precursori, nella forma di due componenti separati - l'oligomero e
l'agente reticolante - che vengono miscelati al momento dell'uso. La
miscelazione innesca la reazione di reticolazione.
Il legante epossidico
è un prodotto termoindurente a due componenti, richiedendo
oltre alla resina epossidica un indurente, che può
variare a seconda delle caratteristiche desiderate.
Gli indurenti più comunemente usati sono delle
poliammine (alifatiche, cicloalifatiche, aromatiche, ecc.),
poliammidi, o miscele delle due tipologie.
La reazione di polimerizzazione è esotermica e porta a una
struttura reticolata a sviluppo tridimensionale, che consente
al prodotto finito di raggiungere alcune specifiche caratteristiche:
• buona resistenza alla maggior parte dei prodotti chimici, in
particolare agli alcali e agli acidi;
• buona resistenza meccanica all’urto e
all’usura;
• buona aderenza al supporto;
• basso ritiro durante la fase di indurimento;
• bassa sensibilità
all’umidità del supporto (a seconda della
formulazione del prodotto).
Le resine epossidiche dovrebbero essere utilizzate in un ambiente e su
un supporto con temperature
comprese, quindi, tra 5°C e 30°C.
Il tempo di applicazione del prodotto finito dipende:
• dalla formulazione;
• dal volume e dalle possibilità di sviluppo del
calore;
• dalle condizioni ambientali.